Ecco i migliori e i peggiori della 1^ Giornata 2012-13
TOP
1-STEVAN JOVETIC (Fiorentina)
Nell'estate della Top Player-mania, ci pensa proprio il numero 8 viola alle ore 18 a darne la corretta definizione da inserire nel dizionario edizione 2013: si definisce "Top Player" il giocatore in grado di farti vincere, da solo, una partita. Il montenegrino lo è, e lo dimostra realizzando due reti che trascinano la nuova Fiorentina alla vittoria. Se alle ore 19 del 31 agosto Stevan sarà ancora un giocatore viola, attenzione a questa Fiorentina.
FENOMENO
2-INTER Zero a tre, a Pescara, non a Madrid o a Barcellona. Ma l'Inter vince, stravince e soprattutto convince.
Doveva essere il "progetto giovani", con il tempo è diventato qualcosa di diverso. L'Inter ha fatto e sta facendo tutto ciò che avrebbe dovuto fare il Milan: operazioni intelligenti (Gargano), giocatori di livello (Guarin, Pereira, Handanovic, Palacio, Silvestre) e l'inserimento di giovani interessanti (Coutinho su tutti). Ora manca soprattutto un vice-Milito ma la partenza, il clima e l'entusiasmo sono quelli dei giorni migliori.
MOLTO BENE
3-PEDRO OBIANG (Sampdoria) Per la serie "segnatevi questo nome", il protagonista di questa giornata è il blucerchiato Pedro Obiang. Spagnolo, classe 1992, cresciuto nelle giovanili dell'Atletico Madrid, fisico imponente: dopo un campionato da protagonista in B, si presenta a San Siro contro il Milan nel suo esordio in Serie A con una personalità da veterano. Gioca da protagonista: solido, tiene la posizione in modo esemplare, è sempre uno dei primi ad andare a pressare il centrocampo rossonero. Attacca più volte un Montolivo in versione camomilla, riesce a tenere a galla il centrocampo anche nell'assedio rossonero dell'ultimo quarto d'ora. Bravo anche con la palla tra i piedi, può e deve migliorare in fase offensiva:
IL NUOVO VIEIRA.
FLOP
1-MILAN Si può perdere, non è questo il problema. Ma l'esordio rossonero è davvero da dimenticare: squadra senza idee, con poca voglia, un primo tempo da zero a zero di fine stagione. Partiamo da dietro: si possono anche perdere Thiago Silva e Nesta ma bisogna fare qualcosa di importante per sostituirli. Zapata, dispiace dirlo, in questo momento è un giocatore che farebbe fatica a trovare posto in una squadra in lotta per la salvezza, Bonera è da anni la riserva della riserva della riserva (che buco su Eder in avvio), Yepes va verso i quaranta, Mexes e Antonini non sono da Milan, De Sciglio è uno dei pochi a salvarsi ma va usato con intelligenza (vedi la fine dei vari Santon e Pasquale). A centrocampo zero personalità: Montolivo vuole fare il Pirlo ma finisce per essere lento, lentissimo, con poche idee e sbaglia palloni di livello scolastico, Nocerino non sembra neanche un lontano parente di quello dello scorso anno, Flamini è una buona riserva ma niente di più, Constant è uno che lo scorso anno faceva la riserva al Genoa (vendere un talento come Merkel è stata una mossa disastrosa). Boateng è ancora lontano dalla forma ottimale, gli attaccanti non sono abbastanza, il rapporto Galliani-Allegri-ambiente rossonero è ai minimi storici. Il mercato è ancora aperto, ma sicuramente non basterà Kakà per ribaltare la situazione. Cosa salvare per ora?
NIENTE
2-DAVIDE ASTORI (Cagliari)
Le offerte estive dalla Russia, la quasi convocazione per gli Europei, la fascia di capitano all'esordio: Astori è ormai la stella di questo Cagliari. Ma a Genova, il difensore cresciuto nel Milan incappa in una vera e propria serataccia: va vicino ad un clamoroso autogol nel primo tempo, sbaglia sul primo gol del Genoa, buca sul raddoppio rossoblu, subisce totalmente Ciro Immobile.
CI SARANNO SERATE MIGLIORI
3-FULVIO COLLOVATI
Come cantava Piero Focaccia "per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare". In Rai la spiaggia e il mare hanno un nome: Fulvio Collovati. Inizia la nuova stagione, accendi la tv, dai un'occhiata alla Domenica Sportiva e chi ti ritrovi? Il buon Fulvione, confermatissimo dopo un Europeo da protagonista (epico il commento fuorionda sulla Grecia).
BANDIERA
Ecco i consigli per la 1^ giornata della nuova stagione
Chi schierare:
MAXI MORALEZ
La Lazio è in difficoltà, Petkovic sembra non aver ancora in mano le chiavi della squadra. Al Comunale l'Atalanta può centrare subito i primi tre punti della stagione, Maxi può essere il
TRASCINATORE.
INSIGNE-IMMOBILE
La coppia d'oro del Pescara di Zeman, seppur divisa, potrebbe partire con il botto. Il napoletano dovrebbe partire titolare a causa della squalifica di Pandev, il genoano per quella di Gilardino.
BOOM BOOM
IVAS PIRIS
Terzino di spinta della nuova Roma targata Zeman, con il modulo del boemo potrebbe trovarsi spesso nel vivo delle azioni offensive.
DA RISCHIARE
La sorpresa:
VLADIMIR WEISS
Con un Inter ancora piena di incertezze soprattutto in fase difensiva, il Pescara può impensierire i nerazzurri. Scommettiamo su Weiss, fantasista-esterno slovacco appena arrivato in Abruzzo dal Manchester City.
SCOMMESSA
Classe 1993, Università del Kentucky, 208cm per 100 kg tondi tondi: questo è Anthony Davis Jr., prima scelta assoluta del Draft 2012. Dominatore assoluto del Campionato NCAA con i suoi Wildcats, vincitore di numerosi premi individuali, Davis ha tutte le carte in regola per diventare una vera star della Lega più bella del mondo. Centro atipico (fino a due anni fa era sotto i 190 cm), sa dribblare, sontuoso in difesa (5 stoppate di media a partita), buon tiro dalla media distanza e soprattutto sa tirare da tre. Con Blake Griffin out per infortunio, il Coach del Dream Team Usa Mike Krzyzewski non ha esitato ad inserire prima nei 18 e poi nei 12 da sogno il fenomeno di Chicago. Segnatevelo e state attenti ai New Orleans Hornets per la prossima stagione: con Davis, il play Austin Rivers (figlio di Doc, Coach dei Celtics) e Ryan Anderson potrebbero regalare parecchie soddisfazioni ai tifosi della Louisiana.
C'era una volta Platini, Maradona, Ronaldo, Zidane e Baggio...
C'erano i tedeschi campioni del mondo in nerazzurro e gli olandesi campioni d'Europa in rossonero...
Erano gli anni delle bandiere, gli anni di Baresi, di Maldini, di Zanetti, di Del Piero, di Totti, di quelli che giocavano per la maglia e non solo per i soldi...
Era un altro calcio, dove l'Italia voleva dire per tutti i calciatori il campionato più difficile, forse il più bello, il trofeo da vincere almeno una volta in carriera.
Arriva l'estate 2012 e forse si chiude qui l'era del grande calcio italiano, quello fatto di campioni, di numeri 10 tra i più forti del mondo, quello dei capitani delle nazionali.
La grande crisi inizia nel 2011: il Palermo di Zamparini, forse la squadra più divertente del campionato 2010-11, cede in un colpo solo al PSG l' "erede" di Buffon, Salvatore Sirigu e la stella nascente argentina Javier Pastore.
"Vabbè a quelle cifre, ci sta" è la frase sulla bocca di tutti dopo aver visto lasciare il campionato italiano il "nuovo Zidane".
Ma l'estate 2012 è quella che conferma la fine del prestigio internazionale della Seria A.
L'Inter cerca di rescindere o di vendere tutti i grandi big del "triplete".
Via Lavezzi, Re di Napoli.
Via Thiago Silva, il miglior centrale del mondo.
Via Ibrahimovic, l'uomo rossonero più decisivo negli ultimi due anni.
Tutti diretti al PSG, per cifre astronomiche.
In entrata dall'estero non arriva più nessuno: i giornali fanno sognare i tifosi sotto gli ombrelloni con giocatori tipo Van Persie e Suarez ma sono spesso solo nomi per riempire le loro pagine e far correre i tifosi in edicola. Il vero grande problema del calcio italiano nell'estate 2012 non è il trasferimento di Thiago Silva e Ibra a Parigi per quasi 70 milioni di Euro ma è veder partire due talenti come Borini e Verratti per l'estero: non sono Messi e Ronaldo, sia chiaro, ma due ottimi giocatori, il futuro della nostra Nazionale.
Il primo è appena stato protagonista nello scorso campionato di un'ottima stagione: 9 reti in 24 partite, veloce, potente con un gran senso del gol, spesso è stato preferito a gente come Osvaldo e Totti ed è riuscito a guadagnarsi un posto tra i 23 azzurri a Euro2012. Il secondo ha trascinato in Serie A il Pescara dei giovani, ha una visione di gioco fuori dal comune e viene considerato da tutti l'erede naturale di Andrea Pirlo. Beh,
se non riusciamo più neanche a trattenere talenti italiani del
genere nel nostro campionato, forse è davvero finita l'era del
grande calcio italiano. Eravamo gli squali del mercato, ora non lo siamo più . Si
invoca il Fair Play finanziario (ma la maggior parte della gente non
sa nemmeno cosa sia), il ritardo nelle infrastrutture.
Ma
basteranno davvero gli stadi nuovi a sistemare la crisi nel nostro
calcio?
14 GIOCATORI, 4 SQUADRE: sono questi i numeri dell'affare dell'anno in Nba.
Tutto gira attorno a Dwight Howard: il centro 25enne di Orlando sembra pronto a fare le valigie con destinazione Brooklyn. Se la dirigenza dei Magic darà l'ok, si scatenerà un giro di mercato senza fine. Non solo il numero 12 potrebbe trasferirsi ai nuovi Nets: il pacchetto comprende anche uno tra Turkoglu e Richardson. La contropartita ai Magic è di livello: Brook Lopez più tre scelte al primo giro. Sembrava poter essere Andreone Bynum l'erede di Howard ad Orlando, ma il centro dei Lakers (in scadenza 2013) ha ammesso di preferire Dallas e Houston. Intanto Brooklyn è pronta a scaricare il contratto di Kris Humphries a Cleveland e ha già messo sul mercato Marshon Brooks. Tutti pazzi per il 38enne Marcus "Marcone" Camby: su di lui ci sono i Knicks (favoriti, in cambio Toney Douglas), Miami, Dallas e San Antonio. Intanto proprio in casa Spurs, DeJuan Blair si dichiara sul mercato, Houston è alla ricerca di un playmaker: i candidati sono Aaron Brooks (per lui sarebbe un ritorno), Session (in uscita dai Lakers) e Felton.
Una cosa è certa dopo le prime bombe di mercato: i Brooklyn Nets con un trio come Williams, Johnson e forse Howard vogliono essere la rivelazione della stagione Nba 2013.
Forse
verrà ricordata come la miglior nazionale di tutti i tempi.
Erano tanti i dubbi spagnoli alla vigilia dell'Europeo: le
corride sfascia-spogliatoio tra Barcellona e Real, i forfait di due
pilastri come Puyol e Villa, un attacco con poche certezze. I ragazzi
di Del Bosque confermano per l'ennesima volta di essere insuperabili
e centrano per la prima volta nella storia del calcio la terza
competizione per nazionali consecutiva. Dopo la fortunata vittoria ai
rigori in semifinale contro il Portogallo, la finalissima contro
l'Italia è un monologo spagnolo: gli azzurri vengono umiliati per
tutti i 94 minuti di gioco. Casillas é un muro (solo una rete subita
in sei gare!), Pique e Ramos sono due mastini, Jordi Alba esplode e
dimostra di essere il miglior terzino sinistro della competizione,
Xavi, Xabi Alonso e Iniesta compongono il miglior centrocampo del
mondo, Fabregas é un jolly capace di giocare anche come prima punta,
Silva è maturato ed è un vero leader, Torres, pur non essendo più
il "Nino" visto con Liverpool e Atletico Madrid, è capace
di realizzare tre reti.
Come
si può battere una squadra del genere?
DI
UN'ALTRA CATEGORIA
2-
ANDREA PIRLO
Simbolo
azzurro di un'Italia che centra una finale sicuramente inaspettata.
Gli azzurri giocano un grande Europeo, le imprese contro Inghilterra
e Germania rimarranno nella storia del calcio italiano. Che peccato
per la finale, non tanto per una sconfitta super meritata contro la
miglior squadra del mondo, ma per un risultato che vuol dire
umiliazione. Il migliore degli azzurri guardando le sei partite
giocate è il playmaker bresciano della Juve. L'assist geniale per Di
Natale all'esordio contro la Spagna, la punizione contro la Croazia,
il "Cucchiaio" contro l'Inghilterra e le magie contro la
Germania resteranno nella memoria di milioni di italiani. Anche lui
si deve inchinare davanti alla superiorità spagnola e in finale
perde il personale duello con Xavi.
Il
suo Europeo rimane comunque da fenomeno.
ARTISTA
3-
SAMI KHEDIRA
Grande
Europeo per il tedesco di origine tunisina. Il giocatore del Real è
il vero e proprio leader della formazione di Loew: utile in
copertura, dinamico, imposta il gioco ed é sempre pronto ad
inserirsi trovando anche il gol. Con Schweinsteger un pò appannato,
é lui che trascina i tedeschi in semifinale. Anche con l'Italia è
uno degli ultimi ad arrendersi,
TRASCINATORE
4-
CRISTIANO RONALDO
Le
prime due partite contro Germania e Danimarca sono disastrose per la
stella del Real Madrid. La sua reazione é però da grandissimo
campione: prima segna una doppietta contro l'Olanda, poi elimina la
Repubblica Ceca realizzando il gol vittoria. Il suo Portogallo esce
ai rigori in semifinale dopo aver disputato una buona partita contro
la Spagna, la finale avrebbe potuto significare Pallone d'Oro per
l'attaccante dell'isola di Madeira.
UOMO
SQUADRA
FLOP
1-
OLANDA
Andare
fuori dall'Europeo in questo modo con giocatori come Sneijder,
Robben, Van Persie e Huntelaar é un
FLOP
TOTALE
2-
JOACHIM LOEW
Sulla
carta alla vigilia la Germania era, con la Spagna, la miglior squadra
in Europa. Solidità difensiva con Neuer, Badstuber, Hummels e Lahm,
un centrocampo con i fiocchi (Schweinsteiger e Khedira), davanti
tantissima classe (Ozil, Reus, Muller, Gotze, Schurrle, Kross) e
gente che i gol li sa fare (Gomez e Klose). Una squadra invincibile,
senza punti deboli. Tutto bene, tutto bellissimo fino alla
semifinale. Questa volta i tedeschi sono superiori sia fisicamente
che qualitativamente all'Italia, sono i grandi favoriti. E invece gli
italiani si confermano un incubo per Merkel, Loew e soci: una nuova
lezione di calcio, l'ennesima, firmata questa volta Cesare Prandelli.
Loew ricorda
un pò Hector Cuper: arriva sempre vicino ma non vince niente.
ZERU
TITULI
3-
RUSSIA
L'amichevole
con l'Italia, il match d'esordio contro la Repubblica Ceca: la Russia
sembrava la possibile sorpresa dell'Europeo. Le certezze russe si
sgretolano però praticamente subito: la sconfitta contro una Grecia
non irresistibile vuol dire eliminazione al primo turno.
FUOCO
DI PAGLIA
4-INGHILTERRA
Inconsistente,
senza idee, poca personalità.
L'unico
a non arrendersi mai é Capitan Steven Gerrard: troppo poco.